Già appetitosa la foto….vero?
Il premio di due giorni a Milano, per me, una visita ad un buon ristorante calabrese.
Dongiò si chiama, ed è in una via piena di alberi…praticamente come ogni seconda strada di Milano.
Senza aiuto indigeno, non lo ritroverò mai più…
Comunque…ottimi antipasti, tra cui il crostino caldo con ‘nduja:

Beh, forse fatta fare un po’ “soft” perde di esplosività…ma mi piace molto…fatta ancora con il budello dell’intestino cieco.
Anche una specie di coppa nel caciocavallo:

Tutto annaffiato di Nerello Calabrese…
Poi arrivano gli spaghetti alle sardelle.
Questa conserva di neonate di sardelle (con tanto peperoncino e finocchietto selvatico), su degli spaghetti grossi come dei “pici”, per intendersi, ha rappresentato il clou della serata:

…e finalmente capire quando si sente parlare di “caviale” calabrese…
Dopodichè, solo caffè e Amaro Del Capo, freddissimo…




