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Indispensabile in cucina 2

Dopo avervi presentato l’Eiersollbruchstellenverursacher, che possiedo ormai da 10 anni, vorrei condividere con voi la gioia del mio ultimo acquisto. A Londra da Selfridges & Co ho finalmente trovato un Flexicado.

L’oggetto in questione serve, come può suggerire la forma, a preparare spicchi di avocado.

La procedura è la seguente: si taglia in due l’avocado, ovviamente maturo al punto giusto. Questa precisazione, ai più superflua, è tuttavia importante perche il cosiddetto mercato “globale” ha la maledetta caratteristica di portare nei negozi avocadi della durezza di un diamante grezzo, e solo con complessi algoritmi legati alla successione di Fibonacci, si può calcolare in anticipo quando essi saranno della consistenza ottimale per essere consumati.

Una volta tolto l’ingombrante nocciolo (che sicuramente ciascuno di voi avrà già provato almeno una volta nella vita a far germogliare infilzato negli stuzzicadenti sopra ad un bicchiere d’acqua), entra in gioco il Flexicado.

Ad essere sincero non ho ancora provato, ma vi terrò aggiornati, appena trovo un avocado appropriato.

Speriamo solo che non mi succeda come a questa amica svedese….

Changsha

Con immenso interesse ho seguito una trasmissione televisiva dedicata al ristorante più grande del mondo.

Si trova a Changsha, ovviamente in Cina.

Hanno detto che si chiama West Lake Restaurant, ma probabilmente, se ci volete andare, dovete cercare il suo nome cinese, ovvero Xihu Lou Jiujia.

Come potete evincere da questo stralcio del documentario, il ristorante ha 5.000 coperti, ci lavorano 300 cuochi, e vengono usati 1.000 KG di peperoncino alla settimana!!!

Non riesco a embeddarlo…cliccate qui!

Ma è la specialità della casa che mi ha colpito particolarmente:

il pesce fritto, ma vivo, con salsa hot & sour.

Ricci

La stagione della pesca ai ricci sta per finire!

Da Aprile li lasceremo prolificare tutta un’estate, e gli ignari bagnanti potranno godere dell’ impareggiabile sensazione di benessere che si prova a calpestarne uno.

Mi sovvengono ricordi di quando, giovane ed affamato, scendevo in acqua sempre equipaggiato di coltello e limone, per mangiarli subito, senza dover aspettare di tornare a riva.

Smettete dunque di considerarli degli inopportuni coinquilini degli scogli da voi frequentati, e rimanete fedeli alla linea di pensiero: “se non puoi sconfiggere un nemico, mangialo!”

Vi basterà seguire alcune semplicissime regole pratiche.

Prima di tutto un’importante nozione biologica.

La parte edibile dei ricci di mare è presente solo negli esemplari femminili, trattandosi delle gonadi.

Come prima regola, scegliete dunque solo ricci femmina!

Non avendo ghiandole mammarie, sembrerebbe difficile riconoscerli, ma per fortuna sono di un colore molto più rossiccio dei maschi (che tendono al nero), indi facilmente riconoscibili.

Poi a seconda di quanta fretta avete dovete in qualche modo aprirli.

Se siete ancora in acqua, adagiate il riccio sul palmo della mano e date un colpo molto veloce con il coltello, in modo che il riccio si apra, ma le spine non si conficchino nella vostra mano.

Se siete a terra potete anche aprirli con una forbice in maniera circolare, da sotto, affinchè si presentino poi così.

Ciò che si mangia è, come abbiamo detto, l’apparato riproduttivo femminile, che sarebbero poi le parti arancioni:

Al naturale, o con un po’ di limone, mangiati con un cucchiaino, è come li preferisco io.

Nulla vieta però di raccogliere il tutto da una dozzina di ricci e farne un condimento per gli spaghetti.

A tale scopo consiglio di fare la pasta come se si trattasse di un aglio-olio-peperoncino, e di aggiungere i ricci crudi alla fine con una manciata di prezzemolo.

Maibaum

Vi racconterò di un’usanza di queste parti.

Ogni tre /quattro anni, il 1° Maggio, nei paeselli qua attorno viene issato un Maibaum. (in italiano: albero della cuccagna)

Trattasi di un tronco di abete in genere, tra i venti e i trenta metri di altezza.

Viene abbattuto a Marzo, e consegnato 6 settimane prima del 1° Maggio ai Burschen del paese. Ciò è dunque successo sabato scorso.

I Burschen sono i ragazzi celibi, diciamo tra i 16 e i 25 anni, anche se non sono sicuro che esista un limite di età…

Nel paese dove abito io hanno un nome particolare: BDU, ovverosia Bund Der Ungeküssten (Unione dei Non-ancora-baciati).

Questi Burschen devono ora vegliare 6 settimane sul tronco, con estenuanti veglie notturne.

È infatti buona regola, per i paesi vicini, mandare i Burschen locali a rubare il tronco. Ripeto: 30 metri!!!

Potete immaginare quale disonore possa essere farsi inculare un albero di queste dimensioni in un paese di 2.000 abitanti!

Dunque ogni notte sono di corvèe, equipaggiati con ettolitri di birra, salsicce e Brezel. Da notare che tutti sono benvenuti, e per 6 settimane c’è praticamente una festa ogni notte.

Se ciò nonostante qualcuno dovesse farcela a sottrarre l’ambita preda, il fattaccio finisce sui giornali di tutta la regione, e lo sputtanamento è mostruoso. Senza contare che bisogna poi riscattare il tronco!

Vengono condotte missioni diplomatiche tra i Burschen dei 2 paesi, finchè si trova l’accordo sui fusti di birra del riscatto.

Finchè finalmente arriva il 1° Maggio, il Maibaum viene issato a forza di braccia, e tutti possono ubriacarsi.

Doping

Questa settimana in Baviera finisce la scuola e posso finalmente iniziare il conto alla rovescia. Oggi siamo a meno 23 giorni. Ormai ho visioni mistiche del mare,  delle spiagge, ma soprattutto del casu marzu e del porcetto. Devo anche assolutamente provare il cannonau “buio buio” che mi ha consigliato Melania.

Nel frattempo però iniziano le Olimpiadi di Pechino, e una notizia mi ha colpito in particolare.

Le autorità cinesi hanno consigliato alle federazioni straniere di portarsi dietro la carne di maiale per gli atleti, in quanto mangiando quella locale ci sono alte probabilità di finire positivi ai controlli antidoping.

Saranno delle Olimpiadi troppo divertenti:

Insalata di meduse

Se c’era una cosa che, per la sua natura acquosa e inconsistente, non mi sarei mai aspettato di trovare in un piatto, questa è la medusa.

Ma i nostri amici cinesi non si lasciano certo sfuggire una simile prelibatezza, e pronti come Mao quando attraversò a nuoto il fiume giallo, hanno elaborato un sistema per cuocere le meduse.

Una volta cotte assumono una consistenza…direi gommosiccia, e si possono usare per preparare splendide insalatone estive.

A dire il vero vengono mangiate anche in Malaysia, dove con delle fette di medusa, vengono preparati degli spiedini per i bambini.