Archivi del mese: maggio 2009

Indispensabile in cucina 1

Prendo spunto da questo post per inaugurare una rubrica dedicata agli oggetti che tengo in cucina e reputo irrinunciabili per continuare a sopravvivere in questa valle di lacrime.

Devo premettere che ho le mie fisse a riguardo. Per esempio non posseggo un marchingegno che trita, impasta, frulla, fa il caffè e ti rolla le canne… Sarà perchè sono macchine ingombranti; perchè nel tempo che l’ho montata, usata e pulita, ho già fatto tre volte lo stesso lavoro col coltello; perchè voglio mettere le mani in pasta…ecc.

Il primo oggetto che voglio presentare lo uso quasi tutti i giorni e in tedesco si chiama: Eiersollbruchstellenverursacher.

Trattasi dell’oggetto nella foto in alto e serve a creare un possibile punto di frattura sul guscio delle uova alla coque.

Si usa in questo modo:

Con il risultato di ottenere un perfetto uovo scapocchiato, facile da consumare, senza frammenti di guscio da sputacchiare sul piatto:

Provare per credere!!!

Illusioni ottiche

Vengo spesso rimproverato di non cucinare abbastanza “kindgerecht”, cioè pietanze che nell’immaginario comune, vengono associate ai bambini.

Cito come esempio i bastoncini di pesce, ma la lista è molto lunga…

Avendo due esemplari della suddetta specie, vi giuro che ho avuto modo di sperimentare per anni arrivando alla seguente conclusione:

I bimbi mangiano tutto!

Basta ingannarli!!! Sia a parole che alla vista.

Ricordo ancora con affetto, quando mia mamma, per farmi mangiare il fegato che ai tempi era considerato assai sano, lo ritagliava a forma di paperelle dicendomi che erano piccole anatre.

Per farvi capire meglio ho un esempio pratico che risale allo scorso autunno.

Come spesso accade, nel frigorifero c’erano cibarie varie che dovevano essere usate.

Ci penso su un po’, e decido che riesco a usare quasi tutto se faccio un curry di pollo alla sudafricana, e dei finferli in salsina allo scalogno. Il tutto con del riso basmati, e una manciata di mangetout, avanzati dal giorno prima.

Ora si pone il classico problema: lo mangeranno le pesti? O devo fare una pasta al pomodoro a parte?

Decido che DEVONO magiarlo, e rinuncio alla generosa spolverata di peperoncino thailandese fresco, che avrei sicuramente messo nel curry (ne metto solo poco poco per assuefarli dolcemente).

Ora viene l’illusione…nel piatto metto i mangetout intorno al riso, modellato a colonna per dividere il curry dai funghi, e dichiaro il tutto come isola tropicale…

Non avete idea con di quanto gusto se lo sono divorato…

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Changsha

Con immenso interesse ho seguito una trasmissione televisiva dedicata al ristorante più grande del mondo.

Si trova a Changsha, ovviamente in Cina.

Hanno detto che si chiama West Lake Restaurant, ma probabilmente, se ci volete andare, dovete cercare il suo nome cinese, ovvero Xihu Lou Jiujia.

Come potete evincere da questo stralcio del documentario, il ristorante ha 5.000 coperti, ci lavorano 300 cuochi, e vengono usati 1.000 KG di peperoncino alla settimana!!!

Non riesco a embeddarlo…cliccate qui!

Ma è la specialità della casa che mi ha colpito particolarmente:

il pesce fritto, ma vivo, con salsa hot & sour.