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Ricci

La stagione della pesca ai ricci sta per finire!

Da Aprile li lasceremo prolificare tutta un’estate, e gli ignari bagnanti potranno godere dell’ impareggiabile sensazione di benessere che si prova a calpestarne uno.

Mi sovvengono ricordi di quando, giovane ed affamato, scendevo in acqua sempre equipaggiato di coltello e limone, per mangiarli subito, senza dover aspettare di tornare a riva.

Smettete dunque di considerarli degli inopportuni coinquilini degli scogli da voi frequentati, e rimanete fedeli alla linea di pensiero: “se non puoi sconfiggere un nemico, mangialo!”

Vi basterà seguire alcune semplicissime regole pratiche.

Prima di tutto un’importante nozione biologica.

La parte edibile dei ricci di mare è presente solo negli esemplari femminili, trattandosi delle gonadi.

Come prima regola, scegliete dunque solo ricci femmina!

Non avendo ghiandole mammarie, sembrerebbe difficile riconoscerli, ma per fortuna sono di un colore molto più rossiccio dei maschi (che tendono al nero), indi facilmente riconoscibili.

Poi a seconda di quanta fretta avete dovete in qualche modo aprirli.

Se siete ancora in acqua, adagiate il riccio sul palmo della mano e date un colpo molto veloce con il coltello, in modo che il riccio si apra, ma le spine non si conficchino nella vostra mano.

Se siete a terra potete anche aprirli con una forbice in maniera circolare, da sotto, affinchè si presentino poi così.

Ciò che si mangia è, come abbiamo detto, l’apparato riproduttivo femminile, che sarebbero poi le parti arancioni:

Al naturale, o con un po’ di limone, mangiati con un cucchiaino, è come li preferisco io.

Nulla vieta però di raccogliere il tutto da una dozzina di ricci e farne un condimento per gli spaghetti.

A tale scopo consiglio di fare la pasta come se si trattasse di un aglio-olio-peperoncino, e di aggiungere i ricci crudi alla fine con una manciata di prezzemolo.

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Nippon meets Sardinia

Avendo ora la casa piena di souvenir sardi, mi sono chiesto se non era possibile tentare uno sposalizio tra la bottarga di muggine e i california maki.

Mi sono messo all’opera di buon mattino e qui vi riporto la ricettina facile facile.

Come prima cosa dovete preparare il riso. Se per chi fa il risotto con il “fino ribe” o con il “basmati” è prevista la pena di morte, lo stesso vale per i maki. È assolutamente necessario un riso particolare che rilasci l’amido in una certa maniera. Sono indicati risi collosi con grani tondeggianti. Si trova comunque dappertutto quello giapponese fatto apposta, tipo questo:

Il riso va lavato e possibilmente cotto a vapore. Ovviamente non tutti posseggono un arnese apposta:

Neanch’io! Per cui si procede in questo modo.

In una pentola si mette il riso (mettiamo una tazza) ed una quantità leggermente superiore di acqua (mettiamo una tazza e ¼). Chiudere bene con il coperchio giusto e non aprirlo mai più! Neanche se vi accorgete che c’era caduto dentro l’anello con brillante che vi ha regalato il marito dopo 25 anni di matrimonio. Mettete a fuoco medio e quando vi accorgete che dentro l’acqua bolle mettete al minimo per 15 minuti. Sempre senza aprire il coperchio, togliete la pentola dal fuoco e mettetela a riposare diciamo 5 minuti. Ora potete aprire, e di solito il riso l’è cotto, e acqua non ce n’è più. Vi accorgerete subito della consistenza appicicosetta e tutto va bene. Adesso bisogna preparare una mistura composta da aceto di riso, sale e zucchero. Anche l’aceto si trova ormai dappertutto:

Mischiate il tutto e il riso è pronto.

Per fare i maki adesso vi serve una stuoietta di bambù, detta Makisu:

Essendo i maki dei cosiddetti inside-out, dovete avvolgere la stuoietta con della pellicola trasparente.

Prendete un foglio di Nori, uno intero, così vengono belli grandi, e mettetelo sul Makisu. Stendeteci sopra uno strato sottile di riso,

e girate il tutto in modo che il riso sia rivolto verso il basso.

Adesso avete tutta la superficie “pulita” del Nori a disposizione per il ripieno. In realtà potete metterci quello che volete, io di solito metto del Wasabi, Surimi, Avocado, Cetriolo, Insalata e un po’ di maionese. Il Surimi, il Cetriolo e l’avocado dovrebbero essere tagliati a bastoncino, più o meno, l’insalata si arrotola un po’ con le dita, Wasabi e maio si spalmano sul Nori.

Ora si arrotola il tutto, compreso il Makisu, et voilà! Ecco apparire un rotolone con il riso di fuori.

In questo momento entra in gioco la bottarga… Normalmente il rotolone viene passato ora in un piatto o contenitore pieno di uova di pesce volante (Tobiko), oppure di semi di sesamo abbrustoliti:

Noi naturalmente lo passiamo nella bottarga di muggine, che avremo appena spellato e grattugiato.

Alla fine non vi resta che tagliare dei bei rondelloni, e finiti sono i vostri maki california con bottarga. Buonisssssimi e non lo troverete mai in un ristorante!!!

Sono ovviamente da servire con salsa di soja, Wasabi e Gari (Zenzero marinato).

Un filmino per far vedere come lavora un professionista:

Fame

 

Stamattina non sono riuscito a fare colazione!

Ieri sera sono passati Nikolaus e Krampus e

ovviamente i bimbi sono andati a letto tardi.

I grandi hanno bevuto qualche bicchiere di vino.

Risultato: le nostre sveglie umane, che di solito

si fanno molto visibili ed udibili tra le 6:30 e le 7:00,

hanno dormito il sonno dei giusti fino alle 7:40.

Noi altrettanto, per cui colazione.

Adesso sono le 12:30 e sono in ufficio preso da crampi

allo stomaco con un atroce dubbio:

vado di fronte a prendermi un Döner Kebab

con tanta cipolla e peperoncino, o paziento stoicamente

fino alle14:30. Sperando che la mia dolce metà, sapendo,

abbia preparato qualcosa?