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Changsha

Con immenso interesse ho seguito una trasmissione televisiva dedicata al ristorante più grande del mondo.

Si trova a Changsha, ovviamente in Cina.

Hanno detto che si chiama West Lake Restaurant, ma probabilmente, se ci volete andare, dovete cercare il suo nome cinese, ovvero Xihu Lou Jiujia.

Come potete evincere da questo stralcio del documentario, il ristorante ha 5.000 coperti, ci lavorano 300 cuochi, e vengono usati 1.000 KG di peperoncino alla settimana!!!

Non riesco a embeddarlo…cliccate qui!

Ma è la specialità della casa che mi ha colpito particolarmente:

il pesce fritto, ma vivo, con salsa hot & sour.

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Ieri ero a passeggio a Colonia e ho visto nelle vetrine questa mitica bottiglietta.

Sicuramente è capitato anche a voi di fare un viaggio in treno o in autobus vicino ad una arzilla ottuagenaria che emanava strane zaffate di difficile interpretazione olfattiva.

La causa era sicuramente questa famosa “acqua di Colonia”, molto in voga negli anni 70, e tuttora versata a litri dalle nonnine di tutto il modo.

Personalmente preferisco un’altra “acqua di Colonia”, reperibile ovunque in città.

Quest’acqua speciale si chiama Kölsch, e state attenti a non chiamarla birra, che a Colonia si incazzano facile…

Viene servita esclusivamente in bicchieri cilindrici da 0,2 l, detti Stangen, e scarrozzata in giro da camerieri logorroici in contenitori di latta da 11 Stangen, detti Kranzen.

Sono 11 Stangen, perchè a Colonia c’è il carnevale più lungo del mondo: inizia l’11 Novembre alle 11 e 11, e dura fino a Febbraio…

Io vado volentieri a bere la Kölsch da Früh (in italiano “presto”), perchè spillano ancora dalle botti di legno:

fruh

perchè i camerieri ti parlano in dialetto di Colonia stretto e non capisco una fava, e perchè hanno anche i tavolini fuori.

Il dialetto del posto è veramente allucinante, e l’unica cosa che ho capito fino ad adesso è che se voglio un panino al formaggio devo ordinare un “Halver Hahn”, che tradotto sarebbe un “mezzo pollo”!!!

Ecco alcuni modi di dire:

Wat nix is, dat is nix.

(ciò che non è niente, non è niente) (ndt: a me piacerebbe di più ciò che non mangia niente non è niente)

Leeven Jott, hät die en Milchjeschäf.

(Buon Dio, che latteria ha quella lì)

Do muss eesch eimol daran rüche, wo ich üvverall hinjepiss han.

(tu devi ancora annusare tutti i posti dove io ho già urinato)

E a proposito di questo detto, devo aggiungere un’altra cosa, molto importante se andate la prima volta a bere Kölsch:

il cameriere logorroico, parlerà con voi di politica, di donne, di uomini, di calcio, ecc., ma non vi chiederà mai cosa volete bere.

Finchè voi sarete nel suo raggio di azione, vi porterà semplicemente una Kölsch dopo l’altra, con un tempismo indescrivibile, e l’unico sistema per interrompere questa catena di eventi è di mettere il sottobicchiere sopra alla Stange. Segno inequivocabile che volete pagare, urinare e andarvene.

Se siete nella malaugurata circostanza di voler ordinare qualcosa al di fuori della Kölsch, dovete prima capire cosa sono le altre bevande sul listino. Queta foto l’ho fatta ieri da Früh, e indico un concorso per indovinare di cosa si tratta:

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Tom Yum

C’è una zuppetta thailandese che mi ha fatto sempre impazzire: tom yum. A dire il vero ce n’è almeno una dozzina di tom yum: tom yum gai, tom yum goong, tom kha gai, ecc…

Ma quella che faccio sempre a casa quando fa un po’ freddo e voglio tornare di buon umore è la tom yum nam khon, in thai: ต้มยำน้ำข้น.

È molto semplice. Vi servono:

2 Lemongrass (erba limone)

1 radice di Galanga

Un tot di Funghi della paglia

5-6 Kaffir (foglie di limone)

Un tot di Foglie di coriandolo

5-6 Peperoncini freschi

Succo di 2 lime

Un po’ di Salsa di pesce

Latte di cocco

Un tot di gamberoni

Allora, il lemongrass lo dovete pestare con il manico del coltello, affinchè sprigioni i suoi oli, poi lo tagliate a pezzettini.

Anche la radice di galangal va tagliata a fettine.

Le foglie di limone le potete utilizzare intere.

Gli straw mushrooms (funghi della paglia), non credo crescano da noi, a meno che Oscar non ne abbia una piantagione, per cui comperateli in scatola.

Da noi si trova esattamenta questa marca, comunque tagliateli in due, che sono più carini.

I peperoncini freschi (verdi o rossi) li tagliate a rondelline.

Ora buttate il tutto in non troppa acqua bollente per un 5 minuti…

aggiungete il latte di cocco

Poi i gamberoni:

E adesso aggiungete il succo dei lime e la salsa di pesce. Per esempio questa:

Ne basteranno un par di cucchiai. Solo ora aggiustate di sale, perchè la salsa è molto salata…

Lasciate cuocere ancora due minuti, e prima di servire buttateci dentro le foglie di coriandolo.

Buon appetito!!!

PS: tutti gli ingredienti si trovano facili in un qualsiasi asia shop. Anche la bellissima zuppiera scaldata a braci che si vede nella foto in alto. Per i più pigri, esistono naturalmente anche le bustine…ma non ve le consiglio.

Snack

Cosa c’è di meglio, dopo una faticosa giornata di lavoro, che una fresca birretta Singha?

E siccome è troppo presto per andare a cena ci vuole uno snack.

Un rapido giretto per i vicoli di Sukhumvit e ci si rende conto che lo stuzzichino più appropriato per la birretta sono le cavallette fritte.

Ci sarebbero anche gli scorpioni, i bacarozzi o le succulente larvazze, ma nulla può competere con le cavallette.

Croccanti, salate al punto giusto, praticamente irresistibili.