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Rafflesia

Non so perchè, ma oggi mi è venuto in mente il fiore più grande del mondo, che vidi tanti anni fa nei pressi del lago Maninjau. Non ha molto a che fare con il cibo, e non è nemmeno commestibile. Ha però la particolare caratteristica di puzzare di cadavere, il che attira un sacco di insetti. Una pianta straordinaria!

La pianta si chiama Rafflesia, in onore di sir Raffles, che la scoprì nel 1818. Credo che anche l’Hotel Raffles di Singapore sia a lui dedicato. E qui apro una parentesi.

Questo Hotel, quasi impagabile, merita comunque una visita almeno al bar, perchè qui, nel 1915, un barista di nome Ngiam Tong Boon, ha creato il Singapore Sling. Il cocktail in questione si beve ancora oggi, ma pochi lo fanno come si deve…

…e se proprio vi capita di andarci in questo periodo, dovete assolutamente assaggiare (e comperare per casa) i mooncakes.

Sono dolci  della tradizione cinese. La leggenda vuole che servirono per recapitare messaggi segreti durante la liberazione dai mongoli. Vengono fatti solo per le festività autunnali, e sono strepitosi. Ce n’è di diversi tipi, con noci di vario tipo, tè verde, durian, semi di loto, uovo, doppio uovo, ecc…

I miei preferiti sono quelli al durian:

Quelli dell’Hotel Raffles te li porti via in una elegante scatola di latta:

Chocolat buffet at Fullerton

Wood de Wood mi ha chiesto se non posso postare qualcosa di dolce, e allora vai fino all’indigestione…

L’ultima volta che sono stato a S’pore, ero in un alberghetto chiamato Fullerton, dove, a mia insaputa, ogni venerdì c’è un chocolat buffet. Purtroppo non ho fotografato niente, ma per fortuna, c’è chi lo ha fatto, e su flickr ce n’è in abbondanza:

Praticamente tu paghi un fisso, mi sembra intorno ai 16 €, e puoi mangiare e bere tutte le creazioni di cioccolata che vuoi. Ci sono torte, pasticcini, cioccolatini, dessert vari, cioccolata calda in 20 varietà di cioccolato diverse. Senza contare la fontana di cioccolato fuso, dove puoi immergere la frutta.

Adesso basta! Altrimenti mi ricoverano per iperglicemia. Solo un video per rendere l’idea: