Archivi del mese: febbraio 2009

Luxemburgerli

Settimana scorsa, causa abbondante nevicate, ho deciso di lasciare a casa la macchina, ed andare in Svizzera in treno, a Sion, dove avevo un appuntamento di lavoro.

Al ritorno, dovevo cambiare treno a Zurigo e avevo due ore di tempo per bighellonare in centro. Mi sono dunque incamminato direzione Bellevue, con una meta ben precisa: la Confiserìe Sprüngli.

Questo cioccolataio esiste a Zurigo dal 1836, e da una sua costola nacque nel 1892 la Lindt & Sprüngli, che ancora oggi produce una delle migliori cioccolate industriali.

Ma la piccola Sprüngli che è rimasta a Zurigo si è specializzata in piccole opere d’arte, tra le quali assolutamente da provare sono i Luxemburgerli.

Sono dei pasticcini che ricordano i “Baci di dama” italiani, almeno all’apparenza, ma se ne distanziano subito appena li infili in bocca.

Intanto bisogna mangiarli mooolto freschi, possibilmente lo stesso giorno di produzione, altrimenti la loro delicata architettura molecolare si modifica, e tendono a reagire con gli elementi atmosferici.

Poi bisogna scegliere tra una dozzina di gusti diversi:

Luxemburgerli

Ma quando sei riuscito a riempire una delle scatole a disposizione, la tentazione è troppo grande, e appena fuori dal negozio devi assolutamente provarne almeno uno per tipo.

Se a questo punto riesci a controllarti e a richiudere la scatola per portarla ai tui cari, distanti 4 ore di treno, sei già a metà strada per ottenere in futuro il premio Nobel per la pace.

Esiste ovviamente una folta schiera di devoti estimatori dei Luxemburgerli, e un Blog a loro dedicato.

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Party food

Per l’annuale gala del club degli esploratori americani, svoltosi al nobile Waldorf Astoria Hotel a New York, 301 Park Avenue, nel salone da ballo, un simpatico cuoco con pizzetto bianco ha provveduto a saziare gli abbienti astanti con prelibatezze dal mondo entomologico.

Il cuoco in questione si chiama Gene Rurka, e se lo volete contattare per una cenetta fra amici, contattatelo su facebook.

La sua specialità sono indubbiamente le Tarantole in Tempura

Obatzda

Questo fine settimana, rovistando nel frigorifero ho scovato un bel Camembert della Normandia scaduto da una settimana. Perfetto!!! È da un sacco di tempo che non faccio un’ Obatzda. Una settimana è forse ancora un po’ presto, ma dopo una rapida pressione  del dito sul formaggio, che si offre tenero e molliccio, decido che va bene così.

L’ Obatzda è un’ istituzione in Baviera, onnipresente in tutti i Biergarten della regione, e ovviamente ormai conosciuto in tutto il mondo.

La preparazione è molto semplice.

Procuratevi un Camembert da 250 g, possibilmente già mooolto maturo. Se non lo trovate abbastanza molle, lasciatelo maturare a casa vostra, anche fuori dal frigo (è più veloce).

Per capirci, il formaggio deve essere assai molle al tatto, e cremoso all’interno.

Bene, lo mettete in una ciotola con una bella noce di burro morbido, due belle cucchiaiate di formaggio fresco (tipo ricotta, stracchino o squaquerone), una cipolla sminuzzata finissima, sale, pepe, una bella spruzzatona abbondante di paprika, un pochettino di cumino e 4 cucchiai di Weißbier (Hefeweizen).

Adesso con una forchetta schiacciate il tutto per 10 minuti buoni, finchè vi si materializzerà sotto agli occhi un’amalgama color salmone dall’intenso aroma di cipolla.

Fatto è il vostro Obatzda, che accompagnerete ad anelli di cipolla, Brezeln o Salzstangen, pane nero, e tanta ma tanta birra.

Prosit!!!

PS: ovviamente si può comperate già fatto, ma non ve lo consiglio!!!