Archivi tag: baccalà mantecato

Certi giorni…

 

…come oggi, il fuoco mi brucia sotto alla sedia.

Metto in moto la macchina, musica, volume alto, bussola verso sud.

Per la via incontro qualcuno, che non ci pensa due volte, e salta su…

Arriviamo al bacaro della foto qui sopra, mangiamo baccalà mantecato e sarde in saor.

Una bottiglia di ribolla gialla.

Nel Caigo della Serenissima ci sediamo alle zattere, e ci raccontiamo la vita, aspettando il crepuscolo…

…e tornare contenti come due bambini.

Casu Marzu

Dedico ovviamente questo post a Melania e Maviserra, per motivi correlati alla denominazione di origine controllata, e a Wood, che sarda non è, ma se lo merita.

Partiamo dalla descrizione. Il casu marzu è un formaggio ottenuto mediante fermentazione naturale; si può considerare una varietà del cacio sardo composto da latte pecorino. La sue dimensioni sono di un’altezza di 3-4 cm. con un diametro di 12-15 cm.. La caratteristiche principale è che la sua pasta contiene vermi, ha sapore piccantissimo e forte odore. Il casu marzu è in realtà la forma di pecorino attaccata dal moscerino del formaggio (Piophila casei) ed i vermi sono le larvette prodotte dalle uova di questo moscerino. La maturazione dura da tre a sei mesi. La forma bucata e colmata di olio, viene chiusa e fatta stagionare per 2 mesi in modo da ottenere una pasta più morbida e burrosa.

Esistono notoriamente altre varianti in giro per l’Italia:
il marcetto o cace fraceche, in Abruzzo
il saltarello in Friuli (cosi detto per le qualità ginniche dei vermetti)
la ribiòla cui bèg in Lombardia
il furmai nis in Emilia
Si consiglia, per l’abbinamento enologico, un robusto Cannonau. Nel caso ci fossero da superare barriere psicologiche prima di provare il formaggio, è consentito berne due litri in anticipo.