Archivi del mese: ottobre 2009

Tra Geatano, marmi e turisti…

Tutti conoscono questo paesino di 350 abitanti della Lunigiana per via del Lardo.

Così come tutti conoscono Amburgo per via dell’Hamburger…ovvio no?

Ma la prima volta che andai a Colonnata, giuro, non fu per il Lardo.

L’evento si perde nella notte dei tempi.

Era mia usanza, allora, intraprendere viaggi di pellegrinaggio in luoghi sacri, per respirare l’aura di ciò che fu, o che è ancora, se si hanno gli occhi per vedere.

Per esempio sono andato a pescare trote a Burguete,

a fare il bagno di notte nella piscina di Bagno Vignoni

…e a Colonnata per prendere una sbronza con quelli che hanno affisso questa targa:

Da allora vi tornai tante volte, da solo, in compagnia, a mangiare, a sognare…e per la gioia degli autisti (la strada per Colonnata non è proprio adatta ai torpedoni), vi portai qualche migliaio di turisti tedeschi.

Passando prima per i Giardini di Turigliano a Carrara per far vedere il monumento a Gaetano Bresci, potevano ammirare le cave dove i romani cavavano il marmo per la capitale, abboffarsi di lardo e minestra di farro, e chiedersi perchè cazzo il loro Reiseleiter li avesse portati quassù invece che a Siena o a Pisa.

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‘nduja e neonata di sardelle

'ndujaGià appetitosa la foto….vero?

Il premio di due giorni a Milano, per me, una visita ad un buon ristorante calabrese.

Dongiò si  chiama, ed è in una via piena di alberi…praticamente come ogni seconda strada di Milano.

Senza aiuto indigeno, non lo ritroverò mai più…

Comunque…ottimi antipasti, tra cui il crostino caldo con ‘nduja:

'nduja2

Beh, forse fatta fare un po’ “soft” perde di esplosività…ma mi piace molto…fatta ancora con il budello dell’intestino cieco.

Anche una specie di coppa nel caciocavallo:

nerello

Tutto annaffiato di Nerello Calabrese…

Poi arrivano gli spaghetti alle sardelle.

Questa conserva di neonate di sardelle (con tanto peperoncino e finocchietto selvatico),  su degli spaghetti grossi come dei “pici”, per intendersi, ha rappresentato il clou della serata:

Sardelle

…e finalmente capire quando si sente parlare di “caviale” calabrese…

Dopodichè, solo caffè e Amaro Del Capo, freddissimo…

The Toasterkettle

È inutile che fate quelle facce stupite…la verità è che avreste voluto inventarlo voi…

Invece ci ha pensato un tale di nome Lewis Green…

Quante volte avete bestemmiato la mattina, perchè mentre bollivate l’acqua per il the, vi si bruciava il toast?

Adesso avete tutto sotto controllo in un apparecchio unico, e se riuscisse a fare contemporaneamente anche le uova alla coque…lo proporrei subito per il nobel della pace:

chi può diventare cattivo se inizia bene la giornata?

PS: io la sto iniziando di merda, ma non riesco a trovarlo…

esse est percipi (vel percipere)

Indispensabile in cucina 7

È una delle prime gestualità che ricordo di mia madre in cucina.

Il separare il tuorlo dal bianco dell’ uovo.

Era come vedere un giocoliere, il tuorlo che scivolava sicuro da un emiguscio all’altro, e e l’albume che colava inesorabile nella ciotola sottostante.

Probabilmente quest’ operazione è stata pure la primissima cosa che ho imparato a fare in cucina, escludendo il leccare cucchiai e fruste.

Ma che fare se non si è veramente padroni di questa “complicatissima” tecnica?

Quante uova cadranno vittima di sconfinamenti di tuorlo nell’albume?

Quante non si romperanno proprio a metà?

Per tutti coloro che ormai non dormono la notte, sapendo che il giorno dopo devono preparare una torta, una crema catalana, una creme caramel, ecco l’attrezzo adatto:

Come funziona? Molto semplice:

Si aprono le uova, si inseriscono nell’arnese:

Et voilà!!!

Più facile di cosi…