Archivi del mese: marzo 2009

Ricci

La stagione della pesca ai ricci sta per finire!

Da Aprile li lasceremo prolificare tutta un’estate, e gli ignari bagnanti potranno godere dell’ impareggiabile sensazione di benessere che si prova a calpestarne uno.

Mi sovvengono ricordi di quando, giovane ed affamato, scendevo in acqua sempre equipaggiato di coltello e limone, per mangiarli subito, senza dover aspettare di tornare a riva.

Smettete dunque di considerarli degli inopportuni coinquilini degli scogli da voi frequentati, e rimanete fedeli alla linea di pensiero: “se non puoi sconfiggere un nemico, mangialo!”

Vi basterà seguire alcune semplicissime regole pratiche.

Prima di tutto un’importante nozione biologica.

La parte edibile dei ricci di mare è presente solo negli esemplari femminili, trattandosi delle gonadi.

Come prima regola, scegliete dunque solo ricci femmina!

Non avendo ghiandole mammarie, sembrerebbe difficile riconoscerli, ma per fortuna sono di un colore molto più rossiccio dei maschi (che tendono al nero), indi facilmente riconoscibili.

Poi a seconda di quanta fretta avete dovete in qualche modo aprirli.

Se siete ancora in acqua, adagiate il riccio sul palmo della mano e date un colpo molto veloce con il coltello, in modo che il riccio si apra, ma le spine non si conficchino nella vostra mano.

Se siete a terra potete anche aprirli con una forbice in maniera circolare, da sotto, affinchè si presentino poi così.

Ciò che si mangia è, come abbiamo detto, l’apparato riproduttivo femminile, che sarebbero poi le parti arancioni:

Al naturale, o con un po’ di limone, mangiati con un cucchiaino, è come li preferisco io.

Nulla vieta però di raccogliere il tutto da una dozzina di ricci e farne un condimento per gli spaghetti.

A tale scopo consiglio di fare la pasta come se si trattasse di un aglio-olio-peperoncino, e di aggiungere i ricci crudi alla fine con una manciata di prezzemolo.

Maibaum

Vi racconterò di un’usanza di queste parti.

Ogni tre /quattro anni, il 1° Maggio, nei paeselli qua attorno viene issato un Maibaum. (in italiano: albero della cuccagna)

Trattasi di un tronco di abete in genere, tra i venti e i trenta metri di altezza.

Viene abbattuto a Marzo, e consegnato 6 settimane prima del 1° Maggio ai Burschen del paese. Ciò è dunque successo sabato scorso.

I Burschen sono i ragazzi celibi, diciamo tra i 16 e i 25 anni, anche se non sono sicuro che esista un limite di età…

Nel paese dove abito io hanno un nome particolare: BDU, ovverosia Bund Der Ungeküssten (Unione dei Non-ancora-baciati).

Questi Burschen devono ora vegliare 6 settimane sul tronco, con estenuanti veglie notturne.

È infatti buona regola, per i paesi vicini, mandare i Burschen locali a rubare il tronco. Ripeto: 30 metri!!!

Potete immaginare quale disonore possa essere farsi inculare un albero di queste dimensioni in un paese di 2.000 abitanti!

Dunque ogni notte sono di corvèe, equipaggiati con ettolitri di birra, salsicce e Brezel. Da notare che tutti sono benvenuti, e per 6 settimane c’è praticamente una festa ogni notte.

Se ciò nonostante qualcuno dovesse farcela a sottrarre l’ambita preda, il fattaccio finisce sui giornali di tutta la regione, e lo sputtanamento è mostruoso. Senza contare che bisogna poi riscattare il tronco!

Vengono condotte missioni diplomatiche tra i Burschen dei 2 paesi, finchè si trova l’accordo sui fusti di birra del riscatto.

Finchè finalmente arriva il 1° Maggio, il Maibaum viene issato a forza di braccia, e tutti possono ubriacarsi.

Un mito

Chi si ricorda il crapapelata che si mangiava il cuore di rana in questo post?

Dopo lunghe ricerche ho scoperto chi è!

Il simpaticone si chiama Andrew Zimmern, ha un suo sito, diversi blog, e pure una trasmissione televisiva.

Voi non potete immaginare quanto lo invidio. È riuscito a fare di una passione una professione.

…senza contare che per esercitarla, è costretto a girare per il mondo a cerca di leccornie.

Da tutta la “redazione” di “man ist was man isst”, un plauso per il suo impegno umanitario in un campo spesso dimenticato dai media.

Consigli pratici in cucina. 2 puntata.

Dopo la prima puntata, è doveroso farne seguire almeno una seconda.

Quante volte vi sarà capitato di tornare a casa tardi, un po’ stanchi, forse dopo una lauta cena e qualche bicchiere di Teroldego….e BUM!!! Cos’era??? Accidenti!!! Ho di nuovo investito un canguro!!!

Fino ad oggi lo avrete sicuramente sospinto sul ciglio della strada, confidando nel celere lavoro di avvoltoi e sciacalli.

Solo perchè nessuno vi aveva mai spiegato come si può preparare, e conseguentemente cucinare.

Vediamo dunque di colmare questa lacuna, per consentirvi in futuro di approfittare dei vostri incidenti.

Prima di tutto bisogna trovare un albero dove appenderlo a testa in giù (ringraziamo Greg per le splendide foto):

Se è un maschio, bisogna prima di tutto tagliare i genitali. È infatti usanza ricavarne delle collane, o dei portamonete.

Bisognerà poi scuoiare il marsupiale, incidendo la pelle in mezzo alla pancia, aiutandosi con il coltello:

Fate attenzione a non rovinare le interiora!!!

Queste vengono ora asportate con cautela…

Greg le fa poi sempre vedere ai bambini presenti, perchè con queste verrà poi cucinato il cosiddetto “Pudding”, una leccornia per i più piccoli:

Ora si può procedere con i tagli di carne. Prima le costate:

…poi le cosce e le braccia:

Tutti i pezzi vanno ora stufati in un pentolone con:


Tanta cipolla

Patate

Carote o zucca

Sedano

Piselli

Vegemite (una schifezza australiana)

Pomodoro

Curry

Se volete anche dei fagioli

Dopo aver scottato la carne, aggiungete tutti gli ingredienti e acqua fino a coprire il tutto. Cuocete per un oretta e aggiungete i fagioli cotti solo alla fine.

Se qualcuno volesse anche la ricetta del “Pudding” può richiederla direttamente a Greg.