
Nella tradizione tsigana, ovvero zingara, pare sia uso mangiare ogni tanto dei ricci. Almeno nella Francia meridionale, dove sono venuto alla conoscenza di quest’usanza.
Spesso i ricci vengono catturati e tenuti in appositi contenitori (secchi, pneumatici, cassette di legno), ed attendono colà la difficile e laboriosa preparazione. Questa tocca al “cacciatore”, cioè chi ha portato il riccio al campo. Prima di tutto, visto che il riccio sta “a palla”, con un bastone vengono “sfregati” gli aculei. Infastidito da ciò, il riccio si aprirà e vorrà andarsene. In questo momento, con lo stesso bastone viene sferzato un colpo mortale sulla testa, in modo che muoia subito e perda molto sangue (che pare rovini la carne). Ora per togliere gli aculei e i peli ci sono due scuole di pensiero. In una il riccio viene teso tra le ginocchia ed una mano, e con un coltello affilato viene rasato. Nell’altra viene gonfiato (o bocca a bocca, o con una pompa da bicicletta), e poi rasato. Quest’ultimi metodo viene osteggiato da chi sostiene che troppa aria peggiora la qualità della carne. Per poi eliminare anche i residui di pelo ed aculei, il riccio viene immerso nell’acqua bollente per un attimo (nel caso che venga poi bollito o cucinato in pentola), oppure pulito alla fiamma (se verrà arrostito alla brace). L’operazione è molto laboriosa e va ripetuta più volte per eliminare anche tutti i parassiti che si sono incastrati sulla pelle del riccio. Quando è veramente pulito si passa a tagliare via le zampe, le orecchie e la coda, e con un taglio sul ventre si estraggono le interiora. Queste vengono spesso arrostite a parte, essendo una prelibatezza.
Se cucinato in pentola, il riccio viene spezzettato e lavato ripetutamente in acqua fredda.
Se arrostito, viene semplicemente usato uno spiedo sulle braci.
Essendo che i ricci hanno diversi strati di grasso a seconda della stagione, in primavera ed estate sono meno buoni, e necessitano di grasso supplementare in fase di cottura (pancetta per esempio).




15 risposte finora ↓
Oscar Ferrari // 20 Giugno, 2008 a 3:29 pm |
Ok, mi hai convinto. Stanotte farò la posta alla Luisza, il nostro riccio aziendale. Tra l´altro gira sempre vicino al magazzino e per pulirlo posso usare il compressore
hic // 20 Giugno, 2008 a 5:20 pm |
Una volta me n’è capitato uno nascosto sotto un mucchio di foglie che stavo inforcando, per fortuna non l’ho perforato però, quindi l’ho preso e l’ho mess0 in un posto più sicuro…
Mangiarlo non l’ho mai mangiato, in compenso però posso dire che se la marmotta la si fa sgrassare bene (col grasso raccolto si può fare un ottimo unguento per la pelle) è ottima al Curry con un po’ di patate.
wood // 20 Giugno, 2008 a 6:08 pm |
Questa è veramente una crudelta’ gratuita , mi dispiace, ma se su tutto il resto ho scherzato su questa cosa non transigo.
Solo persone schifose e deviate possono mangiare un riccio uccidendolo vivo in acqua bollente.
xeena // 20 Giugno, 2008 a 8:17 pm |
Grazie Baku per il link cosí ora controllo ancora ma hanno giá mandato il fax che il volo parte all’orario previsto!!!!
E poi che dirti del post….ecco perché mi stanno sulle balle pure i tsigani
Kiss
Oscar Ferrari // 20 Giugno, 2008 a 9:53 pm |
Baku, che mi dici delle nutrie che stanno infestando le sponde del Po, c´è una ricetta facile e veloce per i nostri amici padani?
maviserra // 20 Giugno, 2008 a 11:24 pm |
d’accordo con @wood! Il riccio NO!
Bakunin // 23 Giugno, 2008 a 9:39 am |
@maviserra: …e il porcellino da latte sì…siete ben strani in Sardegna
@Oscar: non ci crederai, ma ce n’è un sacco: http://www.nutria.com/site14.php
@xeena: ti posso anche insultare, tanto sei con la panza al sole…:cool:
@wood: leggi meglio, nell’acqua bollente ci finisce solo già crepato, per togliere il pelo superfluo, come fanno i contadini di Bra con i polli.
@hic: il grasso di marmotta è un vero toccasana per certe magagne articolari…e se le vedi alla fine dell’estate sono proprio belle grasse. Al curry dici…postami la ricetta, suvvia.
La guressa // 23 Giugno, 2008 a 11:49 pm |
non so se mangerei un mecky….
wood // 24 Giugno, 2008 a 11:35 am |
Crepato o meno uccidere un riccio è da coglioni
BON
JOe // 24 Giugno, 2008 a 1:33 pm |
nei tempi di guerra andavano forte anche qui, anche xkè non c’era molto altro.
però sì..era uno sbatti la preparazione…soprattuto in confornto alla quantita di quel che poi ti mangi (poco)
viva Ciano!
melania // 24 Giugno, 2008 a 2:39 pm |
No, non riuscirei a mangiarlo, come non riesco a mangiare carne di coniglio, di cavallo.
Vedo i ricci spesso a Stintino, vengono in giardino a mangiare le crocchette dei miei gatti, quasi fossero un po’ domestici. Sono carini e mi fanno tenerezza.
Comunque hai ragione per quanto riguarda il maialino da latte. E’ solo una questione di abitudine, di educazione, di tradizione.
(le pesche nel vermentino ghiacciato… che libidine…)
wood // 24 Giugno, 2008 a 5:16 pm |
BAKUNIN , ma te chi sei? dove vivi? e perche’?
fai il cuoco? oppure sei la reincarnazione di Jak lo squartatore?
Dona // 24 Giugno, 2008 a 6:14 pm |
Ogni popolo ha la sue tradizioni, piu’ o meno accettabili, meno male che non e’ nella nostra toccare il riccio, e’ un animaletto interessante e prezioso negli orti come le tartarughe.
Interessante post comunque…
Un caro saluto
Dona
Bakunin // 25 Giugno, 2008 a 10:56 am |
@Dona: sono convinto che le tartarughe siano preziose negli orti, ma probabilmente non molto diffuse.
@wood: perchè reincarnazione…non sono mai morto!
@melania: almeno i ricci di mare, in inverno, un po’di limone e l’immancabile bicchiere di bianco…
@Joe: chi è Ciano? Galeazzo?
@La guressa: da McDonald, il nuovo McRicc
Riccio arrosto | hilpers // 17 Gennaio, 2009 a 11:02 pm |
[...] Riccio arrosto Ecco una ricetta per fare il riccio arrosto, sempre se ne avete il coraggio: http://bakunin1269.wordpress.com/200…herisson-roti/ [...]