
Steven Spielberg si è ritirato dall’incarico di consulente artistico per le olimpiadi di Pechino.
Ma perchè mai? Non che me ne fregasse molto, ma quando ho letto la motivazione, non ho potuto trattenere una risatina.
La Cina non interviene abbastanza per evitare i massacri nel Darfur.
Sarà anche vero, ma la stessa motivazione la poteva dare parlando di qualsiasi altro Paese. Mi viene dunque da pensare che in realtà a Spielberg non piace la cucina cinese, e all’idea di dover passare qualche mese a Pechino, abbia trovato la scusa del Darfur.
Forse non si era informato bene, a Pechino ormai c’è anche Mc Donald.





8 risposte finora ↓
melania // 15 Febbraio, 2008 a 12:34 pm |
Sarò che sono reduce da una cena cinese (ieri notte)… sarà che faccio fatica a digerire la cucina cinese…
comunque hai ragione.
lealidellafarfalla // 18 Febbraio, 2008 a 8:15 am |
Se non fosse che la Cina ha il diritto di veto alle Nazioni Unite.
Oscar Ferrari // 18 Febbraio, 2008 a 10:55 am |
Spielberg è stato ingiusto, la Cina già riesce a stento a non massacrare i tibetani
xeena // 18 Febbraio, 2008 a 10:56 am |
Io amo la cucina cinese, da me va giú tutto ma in Indonesia con quel bambú, lí non ci stavo piú dentro.
bakunin1269 // 19 Febbraio, 2008 a 8:32 am |
@Melania: mangia meno meduse fritte!
@Leali: anche il diritto di peto?
@Oscar: è diverso, i tibetani sono un popolo notoriamente aggressivo e pericoloso.
@Xeena: il bambú non lo devi mangiare per intero
La guressa // 19 Febbraio, 2008 a 10:55 pm |
questioni di politica economica…ma anche no
lealidellafarfalla // 21 Febbraio, 2008 a 7:20 am |
@bakunin
non credo il diritto di peto. Quello è tipico di creazione divina come spiega giustamente Oscar.
zen 34 // 26 Febbraio, 2008 a 7:52 pm |
Viene sottovalutato il nobile gesto di Spielberg:il primo vero e proprio atto di boicottaggio senza nessuna paura di ripercussioni dal regime dittatoriale cinese:speriamo il primo di una lunga serie che serva a buttare giu’ i 9 tiranni che schiavizzano il popolo del Sol Levante.