man ist was man isst

Certi giorni…

9 Novembre, 2009 · 6 Commenti

 

…come oggi, il fuoco mi brucia sotto alla sedia.

Metto in moto la macchina, musica, volume alto, bussola verso sud.

Per la via incontro qualcuno, che non ci pensa due volte, e salta su…

Arriviamo al bacaro della foto qui sopra, mangiamo baccalà mantecato e sarde in saor.

Una bottiglia di ribolla gialla.

Nel Caigo della Serenissima ci sediamo alle zattere, e ci raccontiamo la vita, aspettando il crepuscolo…

…e tornare contenti come due bambini.

→ 6 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , ,

Ricetta senza parole

6 Novembre, 2009 · 5 Commenti

Buon fine settimana!

→ 5 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , ,

Consigli pratici in cucina 3 puntata

3 Novembre, 2009 · 18 Commenti

Quando si avvicina la stagione fredda non avete più tanta voglia di mangiare pesce?

Le orgie di orate, code di rospo, canocchie, calamari e cozze alla marinara di quest’ estate vi perseguitano negli incubi notturni, e non ne volete sapere fino alla primavera prossima?

Non fate così!!!

Per tutto c’è una soluzione, e non deve essere il solito baccalà alla vicentina, anche se, solo a pronunciarlo mi viene una fame…

Soprassediamo, e passiamo al dunque.

Vi assicuro che uno dei pesci più adatti alle giornate grigie, mentre fuori piove o nevica, è la Murena.

Al contrario di ciò che adesso vi verrà da pensare, le murene sono di facile reperibilità, e il vostro poissonnier di fiducia ve le procura in quattro e quattr’otto!

Se poi abitate vicino al mare, le trovate al mercato, come questa che ho visto ad Essaouira l’anno scorso:

murena essaouira

Adesso che l’avete procurata, cosa ne facciamo?

Ah, dimenticavo, non prendetela troppo grossa, perchè come tutti i pesci carnivori, anche la murena, quando diventa grande tende ad accumulare Ciguatera…che se ingerita vi potrebbe causare una percezione opposta di caldo e freddo per alcuni mesi…(magari in inverno non è neanche male ;-) )

Ora dovete sbatterla ben forte tenendola per la testa, in questo modo le ossa, che sono mobili, andranno tutte verso la coda, che potrete poi tagliare via.

Adesso la potete tagliare a pezzi, diciamo larghi 10 cm, e prepararla secondo i vostri gusti.

Per esempio, in una casseruola, salata e pepata, con ginger, galanga, aglio, prezzemolo, uvetta, pinoli e mandorle.

Ovviamente è buona pure alla griglia…ma d’inverno…

In Portogallo viene venduta secca, al mercato:

Se la trovate così, dovete tagliarla a pezzetti, che friggerete in padella con aglio e spezie a piacere.

Ed ora per l’angolo della cultura una ricetta della Roma antica tramandata da Ilaria Gozzini in “A Taste Of Ancient Rome”:

Murena in salsa all’aceto
1 murena, pulita e affettata
1 cucchiaio di miele
2 cucchiai di aceto
1 cucchiaio di vino
2 cucchiai di Garum
1 cucchiao di olio d’oliva
2 cucchiai di pepe ed erbe aromatiche
1 cucchiao di farina

Ed una citazione da Orazio, Satire, secondo libro:

his mixtum ius est: oleo, quod prima Venafri
pressit cella; garo de sucis piscis Hiberi;
vino quinquenni, verum citra mare nato,
dum coquitur (cocto Chium sic convenit, ut non
hoc magis ullum aliud); pipere albo, non sine aceto,
quod Methymnaeam vitio mutaverit uvam.
erucas viridis, inulas ego primus amaras
monstravi incoquere. inlutos Curtillus echinos,
ut melius muria quod testa marina remittat.

Buon appetito!

→ 18 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , , ,

Tra Geatano, marmi e turisti…

30 Ottobre, 2009 · 9 Commenti

Tutti conoscono questo paesino di 350 abitanti della Lunigiana per via del Lardo.

Così come tutti conoscono Amburgo per via dell’Hamburger…ovvio no?

Ma la prima volta che andai a Colonnata, giuro, non fu per il Lardo.

L’evento si perde nella notte dei tempi.

Era mia usanza, allora, intraprendere viaggi di pellegrinaggio in luoghi sacri, per respirare l’aura di ciò che fu, o che è ancora, se si hanno gli occhi per vedere.

Per esempio sono andato a pescare trote a Burguete,

a fare il bagno di notte nella piscina di Bagno Vignoni

…e a Colonnata per prendere una sbronza con quelli che hanno affisso questa targa:

Da allora vi tornai tante volte, da solo, in compagnia, a mangiare, a sognare…e per la gioia degli autisti (la strada per Colonnata non è proprio adatta ai torpedoni), vi portai qualche migliaio di turisti tedeschi.

Passando prima per i Giardini di Turigliano a Carrara per far vedere il monumento a Gaetano Bresci, potevano ammirare le cave dove i romani cavavano il marmo per la capitale, abboffarsi di lardo e minestra di farro, e chiedersi perchè cazzo il loro Reiseleiter li avesse portati quassù invece che a Siena o a Pisa.

→ 9 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , , , , ,

‘nduja e neonata di sardelle

27 Ottobre, 2009 · 13 Commenti

'ndujaGià appetitosa la foto….vero?

Il premio di due giorni a Milano, per me, una visita ad un buon ristorante calabrese.

Dongiò si  chiama, ed è in una via piena di alberi…praticamente come ogni seconda strada di Milano.

Senza aiuto indigeno, non lo ritroverò mai più…

Comunque…ottimi antipasti, tra cui il crostino caldo con ‘nduja:

'nduja2

Beh, forse fatta fare un po’ “soft” perde di esplosività…ma mi piace molto…fatta ancora con il budello dell’intestino cieco.

Anche una specie di coppa nel caciocavallo:

nerello

Tutto annaffiato di Nerello Calabrese…

Poi arrivano gli spaghetti alle sardelle.

Questa conserva di neonate di sardelle (con tanto peperoncino e finocchietto selvatico),  su degli spaghetti grossi come dei “pici”, per intendersi, ha rappresentato il clou della serata:

Sardelle

…e finalmente capire quando si sente parlare di “caviale” calabrese…

Dopodichè, solo caffè e Amaro Del Capo, freddissimo…

→ 13 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , , ,

The Toasterkettle

26 Ottobre, 2009 · 9 Commenti

È inutile che fate quelle facce stupite…la verità è che avreste voluto inventarlo voi…

Invece ci ha pensato un tale di nome Lewis Green…

Quante volte avete bestemmiato la mattina, perchè mentre bollivate l’acqua per il the, vi si bruciava il toast?

Adesso avete tutto sotto controllo in un apparecchio unico, e se riuscisse a fare contemporaneamente anche le uova alla coque…lo proporrei subito per il nobel della pace:

chi può diventare cattivo se inizia bene la giornata?

PS: io la sto iniziando di merda, ma non riesco a trovarlo…

→ 9 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , ,

esse est percipi (vel percipere)

13 Ottobre, 2009 · 8 Commenti

→ 8 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , ,

Microeconomia teutonica

12 Ottobre, 2009 · 11 Commenti

Tutti conosciamo il problema del tumore cantina (o soffitta), ovvero l’automatico crescere di metastasi di oggetti inutili, o divenuti tali, causa inesorabile invecchiamento della prole.

La soluzione viene offerta in Germania da periodici (primavera ed autunno) Bazar, organizzati in tutti le città, paesi e frazioni.

Al venerdì prescelto si portano gli oggetti superflui nella palestra del paese, al sabato sera si torna sul luogo del misfatto a recuperare ciò che non è andato via (dopo una danza propiziatoria woodoo).

È sottointeso che volendo, al sabato, si può ravanare tra le bancarelle alla ricerca di oggetti più adeguati alle esigenze attuali dei pargoli.

Per darvi un’ idea, ecco uno scatto della palestra il venerdì sera. Da notare che la foto è fatta al mio paesello di si e no 5.000 abitanti:

Bild088

Parlando con gli organizzatori sono venuto a sapere che la kermesse porta un fatturato di 200.000 € in poche ore, tra i quali anche i miei 62,50 €.

Ma la gioia più grande è sapere che adesso in cantina ho molto più posto per il vino, l’olio d’oliva e i salumi.

→ 11 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , , ,

Indispensabile in cucina 7

9 Ottobre, 2009 · 15 Commenti

È una delle prime gestualità che ricordo di mia madre in cucina.

Il separare il tuorlo dal bianco dell’ uovo.

Era come vedere un giocoliere, il tuorlo che scivolava sicuro da un emiguscio all’altro, e e l’albume che colava inesorabile nella ciotola sottostante.

Probabilmente quest’ operazione è stata pure la primissima cosa che ho imparato a fare in cucina, escludendo il leccare cucchiai e fruste.

Ma che fare se non si è veramente padroni di questa “complicatissima” tecnica?

Quante uova cadranno vittima di sconfinamenti di tuorlo nell’albume?

Quante non si romperanno proprio a metà?

Per tutti coloro che ormai non dormono la notte, sapendo che il giorno dopo devono preparare una torta, una crema catalana, una creme caramel, ecco l’attrezzo adatto:

Come funziona? Molto semplice:

Si aprono le uova, si inseriscono nell’arnese:

Et voilà!!!

Più facile di cosi…

→ 15 CommentiCategorie: bianco

Kopi Luwak e olio di Argan

28 Settembre, 2009 · 12 Commenti

Quando sedete comodamente avvolti dalla vostra poltrona preferita, sorseggiando una tazza di Kopi Luwak, non vi è mai venuto in mente questo accostamento?

Non che le due cose abbiano da essere consumate assieme, nè in sequenza, è solo un’associazione di idee, che sicuramente vi ha già fatto riflettere sulle mirabilie dell’ingegno umano.

Il Kopi Luwak, indubbiamente il miglior caffè al mondo,  viene infatti prodotto senza la faticosa raccolta delle bacche comprese di frutti, che dovrebbero quindi essere asportati, per permettere la tostatura dei chicchi.

Gran parte del lavoro è infatti eseguito da solerti ed affamati Paradoxurus hermaphroditus, ovvero zibetti delle palme comuni.

Questi simpatici mammiferi mangiano e digeriscono le bacche di caffè, corrodendo parzialmente il chicco con i loro succhi gastrici.Il tutto passa poi per il tratto intestinale, conferendo al chicco il suo unico e inconfondibile aroma.

Essendo abitudinari di carattere, è dunque poi facile raccogliere il frutto di questa lavorazione nei loro luoghi di deiezione.

Ora il prezioso chicco è pronto per una leggera tostatura, e diviene ciò che l’attore John Cleese ha definito brillantemente: “un caffè terroso, marcio, leggero, sciropposo, sostanzioso e con sottotoni di giungla e cioccolato.

A proposito di attori, anche Jack Nicholson non può che esaltare le qualità del Kopi Luwak in questa celebre sequenza:

Cosa c’entra tutto questo con l’olio di Argan?

Probabilmente quello che avete a casa per cucinare la Tajine, o per massaggiarvi le stanche membra, comperato l’ultima volta che siete passati per Essaouira, non sarà stato prodotto secondo l’antica procedura, ma pare ci siano ancora piccoli paesi dove viene onorata la tradizione.

Questa vuole infatti, che i frutti di Argan, situati su spinosissimi alberi, vengano mangiati dalle capre al pascolo, che ne sono ghiotte.

Per arrivarci, si arrampicano pure sulle ostiche piante, come ho cercato di documentare in questa foto.

La procedura è poi la stessa del Kopi Luwak. La parte commestibile del frutto spetta alle capre, il seme, bell’e che pulito, pronto per l’estrazione del salubre olio, basta raccattarlo dietro alle stesse.

→ 12 CommentiCategorie: bianco
Messo il tag: , , , , , , , , , , , ,